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una mantide felina

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un bellissimo blog che parla di insetti.
Mi ha molto colpito un articolo su quella che l’autore chiama Mantide Gatto (Cat Mantis), ma di cui non sono riuscita a trovare il nome italiano, infatti viene quasi sempre citata con il suo nome scientifico Heterochaeta orientalis.

Il nome di “mantide-gatto” deriva dalla particolare forma degli occhi che assomigliano a delle orecchie di gatto.

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Queste mantidi sono tra le più grandi mantidi africane (infatti misurano tra i 15 e i 20 cm), nonostante ciò sono bravissime a nascondersi nel loro habitat (mimetismo criptico) appendendosi ai rami secchi dei cespugli e risultando pressoché invisibili.
Ma non è tutto, se un predatore dovesse comunque individuarla, la mantide ha un altro asso nella manica: apre le ali rivelando dei colori sgargianti che lo spaventano, o comunque le permettono di guadagnare secondi preziosi per potersi dare alla fuga

heterochaeta

tronchetti con le ali

Di mimetismo criptico abbiamo già parlato (vi ricordate la Geometra delle betulle?), ogni volta che ci penso però rimango colpita da come una determinata specie sia stata in grado di raggiungere un grado di perfezione tale da risultare invisibile all’occhio più attento.

Oggi vi presento una famiglia di uccelli, i Nittibi, diffusi Centro e Sud America.
Essendo uccelli notturni, durante il giorno si riposano (bisognerà pur dormire no?). Il loro mimetismo è tale che anche da distanza ravvicinata è praticamente impossibile distinguerli dai tronchi degli alberi su cui si posano.
La presenza di piccole fessure verticali sulle palpebre fa si che, anche ad occhi chiusi, riescano ad avvistare un possibile predatore e a mettersi, eventualmente, in salvo.

Non so voi, ma io me ne sono innamorata!