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Nasiche: le scimmie dall’enorme naso

Una scimmia particolarmente brutta è la Nasica (Nasalis larvatus) che vive nel borneo.
La conosco perchè alle elementari avevamo appeso in classe un poster con le scimmie più strane e, per bruttezza, la Nasica mi è rimasta impressa nella memoria. 😛

Nelle nasiche è presente dimorfismo sessuale in quanto i maschi differiscono dalle femmine per la caratteristica che da il nome alla specie: il naso. Sebbene sia piuttosto grosso anche nelle femmine, nei maschi il naso è enorme, tanto da assomigliare a una piccola proboscide.
Non si conosce con certezza la funzione di un naso così enorme, certo è che consente al maschio di emettere richiami molto forti in grado di avvertire i componenti del gruppo della presenza di predatori.

Un’altra caratteristica è la pancia gigantesca che però ha uno scopo fondamentale: queste scimmie si nutrono prevalentemente di foglie e frutta non matura e una pancia così gonfia, ricca di batteri, aiuta la digestione.

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Scimmie del Vecchio e del Nuovo Mondo

Ieri ho saltato il Quark-time, faccio ammenda, perciò oggi, in preparazione di quello di stasera, vi farò una breve infarinatura sulle scimmie. In particolare vi spiegherò, in breve, la differenza tra scimmie del Vecchio e del Nuovo Mondo.

Con la deriva dei continenti, lo sappiamo tutti, le Americhe si sono separate dal Vecchio Mondo (qualcosa come 40 milioni di anni fa); questo isolamento ha fatto si che le diverse specie animali di evolvessero in modo diverso.
Per quel che riguarda le scimmie possiamo parlare di scimmie del Vecchio Mondo (Catarrine) e scimmie del Nuovo Mondo (Platirrine).

Oltre a differenze più specifiche, che non andrò ad analizzare, la differenza fondamentale che vi permetterà di dire subito se quella che avete davanti è una scimmia delle Americhe o no è la coda. Infatti le scimmie del Nuovo Mondo, a differenza di quelle del vecchio, hanno la coda prensile. Il che significa che possono utilizzarla (chi più e chi meno), oltre che come bilanciere, come fanno le Catarrine, anche come “arto aggiuntivo” per dondolarsi ai rami.

il Cebo di Boavista e l’uso di strumenti

Ieri sera mi sono vista la splendida puntata di Superquark, che come sempre, non mi lascia delusa.

Tra le altre cose c’era un servizio sui Cebi di Boavista (Cebus libidinosus), scimmie del Nuovo Mondo, che utilizzano strumenti (nel nostro caso sassi) per aprire noci di cocco.

Se avete tempo di cercarvi lo spezzone giusto (verso il minuto 42:09) qui trovate il link della puntata di ieri, ne vale davvero la pena!

Tornando a noi, queste simpatiche scimmiette usano strumenti. Beh, che c’è di particolare? L’uomo non “discende ” dalla scimmia?

Inanzitutto vi smonterò un mito: l’uomo NON discende dalla scimmia, uomo e scimmia hanno un antenato comune, ma le scimmie di oggi non diventeranno mai Homo sapiens, perché sono specie diverse, come un cavallo non potrà mai diventare una mucca!

Alcune specie sono più vicine a noi di altre (come ad esempio lo scimpanzé), ma nel caso del Cebo di Boavista l’antenato comune è molto distante (sono scimmie del Sud America, il che vuol dire che sono separate geograficamente da milioni di anni!).

Altro fattore da considerare: non è assolutamente scontato che una scimmia sappia usare strumenti, anzi… solo pochissime specie li utilizzano abitualmente!

I Cebi di Boavista sono saliti agli albori della cronaca perché usano sassi di dimensioni notevoli (che devono cercare, perché nel loro habitat non sono così comuni), per rompere noci di cocco. Ma non basta, perché l’operazione avvenga in modo corretto c’è bisogno di un incudine che abbia un avvallamento tale da trattenere la noce al momento dell’urto, per non farla schizzare via.

Sembra una cosa semplice, ma non lo è affatto.

Implica un ragionamento, va scelto il sasso giusto, va scelta l’incudine giusta, e via dicendo.

Anche in questo caso, come per i macachi giapponesi, vi è un apprendimento da individuo ad individuo.

Chissà quando un Cebo un giorno capì che la cosa si poteva fare e cominciò a farla, da lì gli altri Cebi appresero il comportamento che si è così diffuso (infatti non è un comportamento proprio di tutti i Cebi di Boavista, ma solo di alcune popolazioni).

Impressionante vero?

Imo, la macaca intelligente

Dei macachi giapponesi vi ho già parlato, però volevo farvi vedere i video perché sono davvero divertenti.

Per chi se lo fosse perso: i macachi giapponesi (Macaca fuscata) sono scimmie originarie del Giappone (chi l’avrebbe mai detto? :P).
Quello che le rende particolari è il fatto che possiedano una cultura e delle tradizioni che vengono apprese (e “migliorate”) di generazione in generazione.
Sono scimmiette davvero intelligenti, oltre che particolarmente buffe.
Tutto comincia negli anni ’50 quando gli studiosi che le osservavano nell’isola di Koshima cominciarono a lasciare sulla spiaggia delle patate dolci (così le scimmie si sarebbero radunate e sarebbero state più semplici da osservare).
Una giovane macaca, la celeberrima Imo, cominciò a lavare le patate per eliminare la sabbia che le ricopriva, invece si strofinarla via come facevano le altre scimmie.
All’inizio le lavava nell’acqua di un torrente, successivamente in acqua di mare (anche le scimmie hanno gusti raffinati). Di lì a poco altri macachi presero ad imitarla, a tal punto che il comportamento si è trasmesso fino ad oggi, di generazione in generazione.
Imo, macaca intelligente, non lavava solo le patate: quando gli studiosi cominciarono a fornire riso, al posto delle patate, lo lanciò in acqua e aspettò, semplicemente, che il riso venisse a galla.

Un altro aspetto eccezionale del comportamento dei macachi giapponesi è quello di aver “capito” che si può “sfuggire” alle rigide temperature invernali facendo un bel bagnetto nelle sorgenti termali.

Lo so che questa la sapevate già, ma è sabato per tutti 😉