Archivio mensile:gennaio 2014

Due rette parallele non si incontrano mai (e se si incontrano non si salutano)

I-cant-breathe

Prendo come pretesto questa simpatica vignetta (che, per la cronaca, mi fa letteralmente piangere dal ridere) per affrontare un’argomento complesso.
Vi butto lì un parolone: convergenza evolutiva. E poi ci arriveremo.
Ci sono, nel cielo, gli uccelli che volano. E come volano? con le ali ovviamente, che domande.
Poi ci sono i pipistrelli e, ohibò, volano anche quelli, e con cosa? con le ali, che domande.
Ma i pipistrelli sono mammiferi e gli uccelli, per l’appunto, uccelli.
Come si spiega questa cosa?
Le ali degli uccelli e dei pipistrelli sono omologhe, cioè si sono evolute a partire dalle stesse strutture, ma sono anche analoghe, cioè si assomigliano molto a prima vista, hanno funzioni simili (servono entrambe a volare), ma il loro ruolo, nella pratica del volo, si è evoluto in modo indipendente.
Più semplicemente: uccelli e mammiferi hanno avuto un antenato comune, che aveva presumibilmente una zampa/arto che però non era un’ala. In tempi più recenti, quando i mammiferi sono diventati una cosa diversa dagli uccelli, con l’evoluzione, sono comparse in entrambi i gruppi delle strutture a forma di ala che servivano per volare.
Se guardiamo l’arto che serve per il volo (l’ala) di un pipistrello e di un uccello di oggi sono simili solo all’apparenza, perchè si sono evoluti in modo indipendente.

Homology

L’ala di uno pterosauro (1), di un pipistrello (2), e di un uccello (3).

Tornando al nostro parolone dell’inizio, l’evoluzione convergente, possiamo dire che essa crea strutture analoghe, con forma e funzione simili, che però nell’antenato comune non erano presenti e si sono quindi evolute in modo indipendente.

A questo punto potrebbe sorgervi una domanda spontanea: perchè?
Perchè una delle pressioni più forti a cui vanno incontro gli esseri viventi e rappresentata dall’ambiente in cui vivono: ad esempio in un deserto dovranno essere adattati a sopportare il caldo.
E’ un ragionamento logico pensare quindi che specie diverse che vivono nello stesso ambiente (o in nicchie ecologiche simili) se sottoposte allo stesso tipo di pressioni ambientali siano portate ad evolvere strutture ed adattamenti simili, anche se vivono ai capi opposti del mondo.
Ecco qui l’evoluzione convergente!

Per questo motivo abbiamo:

Semplice no?

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One: Sorrow, Two: joy… Le prodezze della Gazza Ladra

La Gazza Ladra (Pica pica) la conosciamo tutti.
Fin da piccoli ci hanno raccontato che la Gazza è appunto “ladra”, che ruba le cose e che ama gli oggetti luccicanti, ma questa è solo una delle sue particolarità, che vedremo poi.
La Gazza Ladra è un uccello appartenente alla famiglia dei corvidi (come il Corvo, appunto, la Cornacchia grigia, la Ghiandaia). Quella che possiamo vedere nei nostri cieli, e nei nostri prati (si, perchè, come tutti i corvidi, anche la Gazza spesso si sposta saltellando a terra) è la specie nominale, ma ne esistono numerose sottospecie in tutta l’Eurasia.
Perchè è interessante la Gazza ladra?
Inanzitutto, lo ammetto,  perchè è bella: si, sembrerà un normalissimo uccello di modeste dimensioni bianco e nero, ma se lo si guarda attentamente si può vedere che in realtà il nero delle ali e della coda non è nero, ma è un colore indefinito, cangiante dal verde al blu, uno spettacolo per gli occhi di un acuto osservatore.

http://www.featheredphotography.com/blog/2012/01/30/just-a-shot-that-i-like-16-black-billed-magpie-in-flight/

fotografia di Ron Dudley

Altra caratteristica della Gazza Ladra è l’intelligenza: come tutti i corvidi le Gazze sono intelligentissime, alcuni studi hanno dimostrato che sono capaci di riconoscersi allo specchio, caratteristica propria di un piccolissimo numero di specie, e probabilmente tra i pochissimi uccelli in grado di farlo. Questo particolare è importantissimo perchè è un indizio del fatto che l’intelligenza, in quanto tale, si è evoluta in modo indipendente in animali tra loro diversissimi (come lo sono mammiferi e uccelli).
Le Gazze sono in grado di utilizzare utensili, sembrano avere una memoria episodica e sono in grado di prevedere la risposta dei conspecifici ad un tipo di evento in base alla loro esperienza.
Ciò in realtà non dovrebbe stupire più di tanto dato che, in proporzione, il loro cervello è grande come quello dei primati o dei cetacei

Le Gazze sono territoriali, infatti le si può vedere spesso attuare il comportamento di mobbing nei confronti di una potenziale minaccia, sia essa reale, come un predatore, o supposta (in questo video il singolare comportamento di alcune Gazze Australiane –Cracticus tibicen– , appartengono a una famiglia diversa, ma è abbastanza esemplificativo).

Tornando al loro essere ladre, il fatto che siano compulsivamente attratte dagli oggetti scintillanti è più folklore che realtà, vero è invece che addobbano il loro nido (che riutilizzano di anno in anno) per attrarre il partner, ma è un comportamento che dovermmo già conoscere molto bene: vi ricordate gli uccelli giardinieri?

Infine una piccola spiegazione del titolo del post: come ho già accennato sulle Gazze esistono un’infinità di leggende legate al folklore, soprattutto riguardo alla loro furfantesca capacità o al riferirsi a loro come presagio di sfortuna.
Esiste inoltre una filastrocca, che ho imparato anni fa in Inghilterra, la cui origine non è del tutto nota, secondo cui, in base al numero di Gazze che si avvistano, è possibile prevedere il futuro:

One for sorrow,
Two for joy,
Three for a girl,
Four for a boy,
Five for silver,
Six for gold,
Seven for a secret,
Never to be told.

Guarderete ancora una Gazza con gli stessi occhi? Io le trovo affascinanti…